Infine

Ivan_Constantinovich_Aivazovsky_-_Byron_in_Venice

Si preannuncia la notte,
è una necessità
che setaccia ogni angolo di me,
sopprime
Il sangue vivo, seppur logoro.
Il notturno velo
tinge le cupole e i sensi,
solo, in questa città
Io e la mia indistruttibile fragilità.
Potremmo anche gridare,
nessuno ascolta il parlare.
Sfiora la mia pelle,
ricorderà la gentilezza.
Prendimi la mano, regalami la sensazione di essere umano.
Ho messo sulla bilancia me stesso, contrappeso:
sogni e fremiti
che si stringono alla mia forma.
Una lacrima inonda il cielo,
le ossessioni dietro i silenzi.
Infine, infine soffierai sulle mie ceneri,
così che possano raccontare
l’amore ai venti.

Dipinto: Ivan konstantinovich Aivazovsky

Il Peso

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Trasudano gli argini,
dilatati.
L’anima dietro una finestra,
S’innamora
di ciò che s’infrange,
delle macchie rimaste.

Giunge l’amarezza,
i desideri affievoliti
cortesemente rimangono,
restituiscono allo specchio
un riflesso ripudiato,
poichè sfinito
e simile a me stesso.

E trovo sollievo
nel peso della neve
tra i capelli
che alleggerisce
Il candido patire.

Ninfa

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Ballami negli occhi,
bacerò le tue orme.
Ingoiami con disarmo
orribile ninfa.
Vacillano le mie lande,
abitudini coperte di visioni:
Assuefatto di fumi e rumori,
di corpi consumati e pensierosi.
Nostalgie impercettibili
sono un essere in me:
leso e offeso,
oramai solitario.